Una candela in più. Buon compleanno Pozzo di Giacobbe! » Pozzo di Giacobbe Onlus

Una candela in più. Buon compleanno Pozzo di Giacobbe!

Trentatré, una candela in più per il Pozzo questo 26 gennaio.

E se è vero che “non c’è abbastanza buio in tutto l’universo da spegnere la luce di una sola candela”,  oggi è un giorno che ci scalda di gioia.

Chi ha respirato, anche per pochi attimi, l’aria che riempie le stanze dell’Associazione una cosa la sa: le candele che il Pozzo ha acceso, una dopo l’altra in tutti questi anni, sono tutte capitoli di una storia che parla di responsabilità, impegno e resilienza.

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La responsabilità intesa, interpretata e vissuta come “abilità nel dare risposte”, nel nostro caso a chi fa più fatica, a chi cerca punti di riferimento in una vita di incertezze e privazione.

L’impegno, che significa rimboccarsi le maniche e fare bene il bene di chi ci circonda. Non riuscendoci sempre, ma mettendoci tutta la forza che c’è, senza mai risparmiarsi… Mai.

La resilienza, che è figlia di quella nostra capacità di risalire sulla barca quando la vita decide di rovesciarla. Le nostre trentatré candele sono un segno tangibile del perseverare, che altro non è che il duro lavoro che facciamo per la nostra Comunità dopo che ci siamo stancati del duro lavoro che abbiamo già fatto.

Può sembrare retorico ma, concedetecelo, non può mancare il Grazie a tutte le persone che ci hanno sostenuto e ci sostengono nel nostro percorso.

Grazie ai Volontari, che sono l’anima che da sempre tiene accese le nostre candele.

Grazie ai Soci ed a tutti i donatori, e per questi ultimi soprattutto a quelli che donano poco o pochissimo perché impossibilitati a fare di più, ma che lo stesso continuano a farlo. Siete le lacrime di gioia più dolci ed i battiti del cuore più forti.

Grazie alle famiglie, ai ragazzi, ai giovani, agli anziani, a tutti quelli che si affidano a noi, che si fidano di noi. Siete la prova tangibile che il nostro lavoro porta i frutti sperati.

Grazie a tutte le persone e le realtà che avranno il coraggio di rinunciare all’io, per riconoscere e difendere l’importanza di quel noi che rende tutti più forti. Che rende tutti capaci di capire che nei compleanni, quelli speciali, non siamo chiamati a spengere le candele bensì a tenerle accese, perché queste danno un po’ di luce ad un mondo che di buio ne ha già troppo.

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